Arriva in radio “A las
çinco de la tarde” il nuovo singolo di Mimmo Cavallo,
brano tratto da “U SIGNURI U NA MANDA BONA” il suo nuovo
album disponibile in digitale, Vinile e CD (Suoni dall’Italia).
«C’è un momento in cui
occorre fare i conti con la propria finitudine. È il mistero della vita,
dell’uomo che si perde in guerre e non sa dividere il pane con il suo prossimo.
Nonostante tutto il cuore non si arrende. Aspettiamo il futuro, sempre tutti in
questa acquasantiera che chiamiamo vita.»
«L’idea
di questo disco iniziale era quella del “MARENAUTA” che riemerge dall’abisso
dei propri fondali, dove viveva arenato, portando alla luce il suo pescato (un
pugno di canzoni). Una metafora, più o meno evidente, della condizione in cui
oggi vive un cantautore. In seguito, folgorato casualmente - racconta
Mimmo Cavallo - dall’immagine del ferro di cavallo con la
scritta in calabrese “U SIGNURI U NA MANDA BONA”, si è pensato di unire
il concetto del cantautore “fuori dal giro”, alias MARENAUTA, all’incombenza di
una frase che denunciava la drammaticità di questi tempi in cui politica e
diplomazia non sanno sostituirsi alle guerre. La gestazione e l’uscita dell’album,
conseguentemente ai tempi difficili per la canzone d’autore, è stata tribolata
e lunga ma entusiasmante, con la preproduzione realizzata insieme a Palmi Nigro
nello studio di Monteiasi (TA). Successivamente tutti i demo sono stati
rielaborati e riarrangiati da Roberto Guarino nel suo studio vicino Roma. Il
tutto nell’arco di circa tre anni... si sa che le cose belle stentano e la vita
è una grande sala d’attesa e questo disco contiene gli
elementi che mi hanno sempre contraddistinto: ironia, poesia, etnia!»
Questa
la tracklist dell’album: “U Signuri u na manda bona (intro)”,
“Papa Caiazzo”, “Oh Mimì”, “L’estate che
torna”, “Off limits”, “A la çinco de la tarde”,
“’U Vurpe”, “Persone sole”, “La libertà”,
“Mentire Sempre”, “Jesce sole jesce” e “Oh
ninni nanna (finale)”.
«C'è
un filo conduttore che unisce le canzoni dell’album, tutto sommato la mano è la
stessa e - prosegue l’artista - mi riallaccio
proprio alla metafora dell’attesa per cucire un filo mentale tra le canzoni.
Non riuscire a rielaborare la fine di una relazione, nell’attesa di un faticoso
ricominciare, è il tema di “Off limits”. La solitudine può essere un
valore quando non è isolamento di qualcuno che è stanco di aspettare (Le
persone sole). L’attesa, poi, è metafora stessa della vita, tutti
aspettiamo eventi straordinari, il successo, l’amore. Nell’attesa, speranza e
menzogna consolatrice, è il nostro destino di qualcosa che non raggiungeremo
mai. È il ciclo della vita, una clessidra continuamente capovolta. È tirare
avanti, aspettando, anche “Mentire Sempre” e da quanto il Sud e Taranto
aspettano? (‘U Vurpe). E forse non aspettava di ricongiungersi alle sue
radici anche Mimì? (Oh Mimì). L’attesa, per di più, è nella speranza di
credere a un tempo nuovo, Jesce Sole Jesce e l’Estate
che torna, estate, naturalmente, come condizione e non come stagione. La
Libertà (della donna e in genere) è un boomerang che decide di non
tornare indietro. Da quanto aspettiamo questo miracolo? Infine, l’ironia e la
rivolta di Papa Caiazzo (1500-1600) denuncia il clima inquisitorio di allora
che mirava a scongiurare il dissenso. La reazione a questa oppressione era il
sogno del picaro che aspettava di essere qualcuno…e “Papa Caiazzo” ne
era l’espressione. “Papa Caiazzo” è il brano che mi rappresenta di più,
legato all’immagine rock blues etnico mediterraneo che mi ha sempre
contraddistinto… e poi ricorda la mia mitica infanzia. Papa Caiazzo, infatti, è
un personaggio molto noto nell’immaginario collettivo salentino, sicuramente
una figura da riscoprire e da rivalutare. L’idea originale della
copertina è di mia figlia, Lisa Cavallo, e ritrae con pittura a olio
la mia testa vista da dietro sovrapposta al vinile, il tutto immerso in un
paesaggio marino. L’immagine col ferro di cavallo, invece, con la
scritta “U SIGNURI U NA MANDA BONA” è di Aldo Pipicelli, un creativo
calabrese di Soverato. Un disco non si fa da soli ma io voglio, su tutti,
ringraziare Mariella Nava, per la stima reciproca e soprattutto per
il coraggio di credere ostinatamente nella canzone d’autore.»
Mimmo
Cavallo, nato a Lizzano, in
provincia di Taranto, fa il suo esordio nel 1980 con “Siamo
Meridionali” album che rappresenta un modo nuovo e fresco,
soprattutto vitale, di parlare del Sud. La particolarità della sua musica e dei
suoi testi, una miscela di rock ironico e graffiante unito a ballate
dolcissime, ne fa subito uno dei cantautori più originali della sua
epoca. Non si può parlare di Mimmo Cavallo prescindendo dal suo luogo
di appartenenza, il Salento, terra di Primitivo e di Taranta. In questo
senso la sua musica è palesemente figlia delle danze frenetiche, risalenti al
medioevo, ma le cui radici sono ben più remote, influenzata e mixata dalle sue
esperienze successive. Nei suoi ritmi c’è una sorta di presenza magica e
rituale che riporta a una coreutica pagana, primitiva (si noti per esempio il
grande uso dei tempi dispari, le innumerevoli “squadrature”, l’uso del
dialetto).
Aver
vissuto l’adolescenza a contatto con la cultura contadina
porta Mimmo continuamente ad un attento e appassionato
itinerario di ricerca delle radici non solo dell’animo taranto-salentina
ma di tutto il sud (suo incommensurabile amore). In seguito, pubblicherà
altri singoli, tra cui ricordiamo “Uh, mammà” e “Stancami stancami musica”. Mimmo
scrive con Enzo Biagi “Ma che storia è questa”, sigla
della trasmissione televisiva La storia d’Italia a fumetti, ed è autore di
canzoni poi portate al successo da Mia Martini, Gianni
Morandi, Fiorella Mannoia, Ornella Vanoni, Loredana
Bertè, Syria e Al Bano. Nel 1989
esce “Non voglio essere uno spirito”, nel 1992
l'autobiografico “L’incantautore”. Da ricordare anche
nel 2011 “Quando saremo fratelli uniti” e nel 2014 “Dalla
Parte delle Bestie”. Importante la sua collaborazione con
Zucchero Sugar Fornaciari con cui di recente ha scritto “Vedo
Nero” e “Non illudermi così” di cui Mimmo ha adattato il
testo in italiano di “Don’t make promises” di Tim
Ardin, canzone folk del 1966. Nel 2022 sono usciti “’U Vurpe”
e il singolo “Oh Mimì”, dedicato a Mia Martini seguiti nel 2023
da “La Libertà” e nel 2024 “L’estate che torna” A
fine luglio 2026 riuniti i singoli più recenti e altri inediti arriva l’album “U
SIGNURI U NA MANDA BONA”, sempre su etichetta Suoni dall’Italia.
Mimmo Cavallo lo trovi su: Instagram | Youtube | Facebook
