Lucky Galioso: “Certe notti” e il valore della musica vissuta dal vivo


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Fiuta Notizie incontriamo Lucky Galioso, che con il nuovo singolo “Certe notti” rilegge in chiave personale uno dei brani più iconici di Luciano Ligabue. Una reinterpretazione nata in modo spontaneo, durante una pausa in studio, e trasformata in un racconto intimo e notturno, pensato per il palco e per il contatto diretto con il pubblico.

Nell’intervista, Lucky parla del suo rapporto con la musica come spazio di condivisione ed energia, del panorama musicale italiano di oggi e delle influenze che hanno segnato il suo percorso, restituendo il ritratto di un artista che vive la canzone come esperienza emotiva prima ancora che discografica.

Come nasce questa passione, questa voglia di proporre te stesso/a alla gente attraverso la musica e i tuoi testi?
Nell'arco della mia vita ho sempre inseguito il fascino della musica in tutti i suoi aspetti, ascoltandone molta, cercando di viverla, di crearla, studiando e curiosando i grandi artisti e cercando di afferrare i loro segreti. Amo ritrovarmi a cantare nei locali dove ognuno ha il proprio umore, la propria storia e vive in modo differente i momenti della serata. Nel momento delle performance è bello poter trasmettere emozioni al pubblico ed essere poi ricambiati inconsciamente con tanta energia allo stesso modo.

Qual è la tua canzone preferita che ti piace di più suonare?
Non ho preferenze, ma se dovessi sceglierei sicuramente “Just the two of us” di Bill Withers.

Come giudichi il panorama della canzone italiana? Il Festival di Sanremo è ancora il palcoscenico più importante per gli artisti?
Non spetta a me giudicare, osservandolo è un panorama ormai molto standardizzato sia per le sonorità che per le idee. Riguardo a Sanremo è ancora un importante palcoscenico, certamente per la musica italiana resta un icona a livello mondiale.

Che ne pensi dei Talent show come trampolino di lancio?
Non saprei dire perchè non ho mai seguito la cosa, è stato sicuramente un nuovo modo per farsi conoscere, anche se in questi ultimi anni dicono che si siano appiattiti tutti i vari format tv.

Ci racconti la genesi del tuo nuovo singolo?
L'idea di andare a rispolverare questo successo di Ligabue è arrivata casualmente. Stavamo lavorando in studio su altri brani, che faranno poi parte del prossimo album, e quando mi sono preso un momento di pausa per il caffè, immaginando la scaletta musicale per le serate live che avremmo dovuto affrontare nel weekend, ho cominciato a canticchiare “certe notti” in un altra chiave musicale ed ora eccola qui.

Tre dischi che non possono mancare nella tua valigia?
Uno è “Reggatta de blanc” dei Police poi “Rapture” di Anita Baker e per non farmi mancare nulla direi anche una raccolta con la migliore discografia di Bryan Ferry.
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