Con il nuovo singolo “Sai che mi manchi”, Annaly firma un brano spontaneo e sincero, nato – come racconta lei stessa – dalle vibrazioni della musica prima ancora che dalle parole. La cantautrice, che coltiva la passione per il canto fin da bambina, unisce sensibilità soul, riferimenti classici e uno sguardo lucido sul panorama italiano di oggi. Tra ispirazioni che arrivano da Aretha Franklin, Whitney Houston e Michael Jackson, Annaly conferma una personalità artistica autentica, pronta a raccontarsi senza filtri nell’intervista per Fiuta Notizie.
Come nasce questa passione, questa voglia di proporre te stessa alla gente attraverso la musica e i tuoi testi?
Coltivo tutto ciò che è musica e canto sin da bambina, quindi non saprei indicar un momento specifico della mia vita in cui
Nasce questa passione: è in me da sempre.
Qual è la tua canzone preferita che ti piace di più suonare?
Uh, ci sono un sacco di canzoni che adoro suonare e cantare, dipende un po’ dal mood del momento. Ma quella che da sempre
Mi da’ un’enorme carica di energia è sicuramente Think di Aretha Franklin
Come giudichi il panorama della canzone italiana? Il Festival di Sanremo è ancora il palcoscenico più importante per gli artisti?
Devo dire che oggi è tutto molto variegato, ce n’è davvero per tutti i gusti, basta saper cercare e scovi artisti eccezionali, magari anche poco
Noti. Ecco perché credo che il Festival di Sanremo non sia oggi più IL palcoscenico d’Italia, quello per eccellenza intendo. E poi oggi
Ci muoviamo così velocemente sulla rete e sui social che la musica viaggia ovunque ed arriva dappertutto con molta facilità.
Che ne pensi dei Talent show come trampolino di lancio?
Sicuramente un ottimo veicolo di promozione, ma bisogna stare attenti poi a… “restare a galla”. Credo bisogna avere una solida base
Su cui costruire una potenziale carriera, che non crolli dopo la visibilità mediatica.
Ci racconti la genesi del tuo nuovo singolo?
Come sempre, tutto nasce dalla musica, ovvero dalle vibrazioni sonore che mi regala il brano. Da lì parto e mi lascio trasportare dall’ispirazione.
Tre dischi che non possono mancare nella tua valigia?
Urca! 3 sono pochini!!!! Direi : Incognito – Positivity, poi Whitney Houston (i primi album) e… Michael Jackson (Off the wall)
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